I videogiocatori lo sanno bene, il mese di settembre è quello che decreta l’inizio di una nuova stagione di uscite videoludiche. Settembre è anche il mese in cui possiamo finalmente “mettere le mani” su grandi ed attesi titoli. Ed è proprio FIFA 19, più succoso che mai, ad aprire le “danze” quest'anno. La grande novità che porta con sè è, di sicuro, la presenza della licenza Champions League. Confermati, invece, i campionati Serie A, Bundesliga, La Liga, Premier League fino a quello cinese. Insomma, novità, tutte da provare, anche sul fronte gameplay. Riuscirà, quindi, Fifa a conquistare ancora una volta i cuori degli appassionati? Scopriamolo insieme.
Sempre più completo!
L’obiettivo dei videogiochi a cadenza annuale è quello di mettere sul mercato un prodotto che, per quanto possa essere simile a se stesso in ogni edizione, deve comunque riuscire a mantenere vivo l’interesse dei fan attraverso novità e miglioramenti. FIFA ci riesce quasi ogni anno. Il copia e incolla tuttavia è quasi inevitabile, così come il lamentarsi di una piccola fetta del pubblico che non riscontra novità particolarmente evidenti tra un’edizione e l’altra. Negli studi di Electronic Arts una piccola soluzione sono riusciti a trovarla, integrando nel loro titolo sportivo di punta una modalità storia, “il Viaggio” che, a prescindere dalla qualità della narrazione, ha portato una ventata di aria fresca alla serie ed è riuscita a convincere gli appassionati di poter trovare qualcosa di più nel “solito gioco di calcio”.
Importanti novità arrivano anche in questa nuova edizione del titolo calcistico EA, che finalmente può vantare nella sua lunga lista di licenze ufficiali anche quello della Champions League. Proprio questa ci dà il benvenuto al primo avvio del gioco, lanciandoci in campo nella partita finale tra Juventus e Paris Saint Germain.
Punto di forza del titolo, quest’anno più che mai, è dunque la varietà di modalità offerta che, oltre all’ambita coppa dalle grandi orecchie, vede l’introduzione di due modalità di gioco originali, “Sopravvivenza” e “No rules”. Nella prima, prendendo ispirazione dai vecchi FIFA Street, il team che realizza un gol perde un membro casuale della propria formazione, fino ad un massimo di quattro giocatori. Nella seconda, invece, giocheremo una classica partita di calcio con la particolarità che saranno concessi tutti i falli e le scorrettezze, dandoci così l’opportunità di divertirci come meglio crediamo.
Per quanto riguarda le altre modalità, ritroveremo tutte le classiche alternative che hanno sempre accompagnato l’esperienza calcistica targata EA, da quella allenatore fino ai singoli campionati nazionali da giocare tutti d’un fiato.
Il Viaggio e la modalità Carriera
La modalità “Viaggio”, introdotta da FIFA 17, si rinnova per il terzo capitolo aggiungendo alla lista di novità altre due storie: quella di Danny Williams e quella di Kim Hunter, oltre a quella dell’ormai celebre Alex Hunter. Kim ed Alex fanno parte di un filo narrativo principale che va dall’inizio della stagione calcistica in corso fino all’estate del prossimo anno, ovvero alla fine della stessa. Ovviamente Alex Hunter resta una priorità nella modalità “Viaggio”, mentre gli altri due personaggi interpretabili non godono della stessa attenzione riservata alla nostra nuova stella del calcio mondiale. Addirittura, nel caso di Danny, ogni sequenza sarà opzionale, permettendoci di simulare le sue partite qualora non fossimo così interessati alla sua avventura nel mondo calcistico. In questo modo FIFA introduce quasi il concetto di main e side quests, dando allo stesso tempo maggior libertà di scelta al giocatore. Le storie si intrecceranno tra di loro in base alle scelte che faremo, sia nelle interviste che nelle interazioni con altri giocatori e persone. Ogni risposta o prestazione in campo determinerà il nostro cammino.
Non mancheranno gli appuntamenti di Champions e, come lecito che sia, starà a noi dare la possibilità ad Hunter di alzare la coppa dei campioni o di fallire provandoci.
E non mancherà neanche la possibilità di indossare la maglia della nazionale per il meritato debutto del campione inglese. Durante il suo percorso, questi si ritroverà, inevitabilmente, faccia a faccia con le leggende che hanno segnato la storia della Coppa Campioni: chi per ostacolare il suo/nostro cammino, chi per regalare preziosi consigli.
La narrazione ha alti e bassi e risulta alle volte ripetitiva, non riuscendo mai ad “esplodere” se non in quelle sequenze da atmosfera di grandi eventi.
FIFA non rinuncia, neanche per questo capitolo, alla tipica spettacolarità che lo ha sempre caratterizzato, prendendo le distanze dalla più puntuale simulazione calcistica per lasciar spazio a rovesciate, cannonate da fuori aria e dribbling che spiazzano l’intero team avversario.
Le novità non mancano neanche sul versante gameplay e la più pubblicizzata dagli stessi sviluppatori è proprio l’introduzione del rivoluzionario active touch, il quale promette una gestione più fluida ed intelligente del pallone. Che sia in fase di ricezione, durante una conclusione o di qualsiasi altra azione di gioco, grazie all’active touch viene garantito un miglior controllo del nostro giocatore, aprendoci la strada a numerose alternative strategiche che potranno fare la differenza.
Piccola aggiunta anche nel metodo di tiro. Premendo due volte il pulsante per calciare tireremo una così detta “fucilata”, andando a sostituire in parte il vecchio sistema di calibrazione della potenza del tiro, che si eseguiva tenendo schiacciato “B” oppure “CERCHIO”.
Da lodare è sicuramente l’intelligenza artificiale la quale, offrendo le classiche sfumature di difficoltà, garantisce ad ogni tipo di giocatore il livello di sfida più adatto alle sue abilità. Affrontare un match alla difficoltà massima risulta ostico ed imprevedibile. L’avversario riesce, infatti, a sfruttare pressing asfissianti per metterci alle strette ed insidiare la nostra area di rigore, costringendoci a tenere massima l’attenzione e a non sottovalutare neanche quello che potrebbe essere il più innocuo dei passaggi. Di conseguenza, giocare a questi ritmi, comporta un considerevole affaticamento dei giocatori, i quali, fino a pochi minuti prima del fischio finale, dovranno riuscire a preservare le forze, costringendoci altrimenti a ricorrere alle sostituzioni.
Unica mancanza tanto grave da dover essere segnalata è l’inadeguatezza della I.A. dei portieri che, quasi sempre, si faranno spiazzare dai tiri da fuori aria, che siano ben eseguiti oppure imbarazzanti.
Le tattiche personalizzate non hanno subito particolari cambiamenti, tuttavia, ora potremo combinare dei parametri a seconda dello stile di gioco che preferiamo, selezionandolo dal menù rapido grazie alle frecce direzionali.
La fisica del pallone risulta alle volte irreale. Nonostante EA, sin dall’inizio di questa generazione, abbia cercato di ricreare il più realisticamente possibile la fisica della palla, in questo capitolo, abbiamo notato che, durante un cross teso, la realizzazione di gol acrobatici e spettacolari risulta molto più semplice e banale rispetto a quanto visto precedentemente. Frustrante è la quantità di volte che la palla si schianterà contro pali e traverse come se fosse previsto che la maggior parte dei tiri debba finire proprio lì e, in qualche modo, aiutare il portiere avversario a salvaguardare la rete alle sue spalle.
La meraviglia di FUT
Ultimate Team è il fiore all’occhiello di FIFA 19. La possibilità di creare la propria squadra, seguendo le regole dettate dal gioco, è soddisfacente e divertente. Partiamo, quindi, dalle classiche undici carte (che corrispondono ai giocatori) che ci vengono offerte all’inizio di una nuova partita.
Da subito, abbiamo l’opportunità di tuffarci nella competizione per iniziare la scalata delle divisioni. Scalata che sarà spesso ostacolata dalla scarsa intesa e dallo scarso livello del nostro team. Un’intesa che non è altro se non un punteggio che si alza man mano che abbiniamo giocatori dello stesso club, dello stesso campionato o della stessa nazionalità, giostrando le varie posizioni dei giocatori per ottenere un livello intesa sempre più efficace. Se riuscissimo a sfruttare tutte queste variabili riusciremmo ad ottenere delle rose fantastiche.
Rispetto agli altri capitoli, guadagneremo i gettoni per le transazioni in game in modo molto più semplice. Per chi volesse un aiuto in più, tuttavia, è possibile comunque acquistare i Fifa Points dallo store, in modo da comprare pacchetti in game dai quali ottenere, probabilmente, giocatori forti.
In conclusione, Fifa Ultimate Team è la modalità che gode di maggior attenzione, soprattutto grazie alla possibilità di incrociare e scambiare le formazioni dei team più forti del mondo, formando così la squadra dei nostri sogni.
Il Frostbite mostra i muscoli in FIFA 19. Volti dei giocatori (chi più chi meno) assomiglieranno alle fattezze reali dei campioni. Erba, magliette, stadi e folla sono ben realizzate e curati nel dettaglio, regalandoci sempre la sensazione di assistere ad una partita vera. La scenografia, infatti, durante l’inizio di un match, regala particolare soddisfazione grazie a riprese che imitano al meglio la regia reale e coreografie dei tifosi sempre più spettacolari.
Altro punto di pregio sono le animazioni, sia durante cutscenes che nelle fasi di gioco.
Il comparto audio è eccellente: dai cori degli ultras alle reazioni del pubblico per un fallo non dato o un contropiede all’ultimo minuto.
Imbarazzante, invece, almeno nella versione italiana, la telecronaca, capitanata da Pierluigi Pardo e Stefano Nava, con battute ripetitive e poco articolate.